Traduzione: Lucia Santini

Uno dei concetti che dobbiamo comprendere in rapporto all’uso della zeolite in agricoltura, è che la zeolite interagisce principalmente con la nostra terra e come conseguenza di questa azione migliora la produzione. L’importanza di questa osservazione si vede chiaramente quando il terreno è acido, visto che in questo caso il 70% del fertilizzante che mettiamo è inutile. È la stessa terra che reagisce col fertilizzante e va alla pianta soltanto il 30%. Mentre l’uso della zeolite quale equilibratore permette la conversione del pH del terreno in un pH neutro. Così di seguito quando aggiungiamo il fertilizzante nel terreno bonificato, il fertilizzante agisce per il 100% ed abbiamo maggior rendita. Cosa che indica la possibilità di risparmiare sul fertilizzante. Inoltre in questa procedura abbiamo un risparmio idrico. Quando abbiamo piogge persistenti o nubifragi la zeolite trattiene il fertizzante a livello del sistema radicale, cosa che aiuta lo sviluppo della pianta. E ciò avviene alla stessa maniera con la quale agisce il fertilizzante a lenta cessione infatti questi concimi contengono zeolite nella loro struttura interna. Per questo motivo quindi non è che siamo costretti, ma è necessario l’uso delle zeoliti nell’agricoltura. Ogni coltura che veramente rispetta l’uomo e l’ambiente necessita le zeoliti. Perché la zeolite depura la terra dai metalli pesanti, dalle tossine e dai radicali liberi. Così ogni applicazione migliora il terreno e offre un terreno fertile alle nostre piante. In questo quadro le zeoliti funzionano come una macchina Wiener che avvalendosi delle informazioni di ritorno adatta il terreno ad un uso più efficiente.

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